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100 cult in padella - Il cibo industriale in versione casalinga

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Scritto da: Redazione
cult.jpgIl cibo industriale non solo ha fatto impennare il nostro colesterolo, ma ha anche mortificato la nostra cultura alimentare, abituandoci a sapori piatti, uniformi e - nel tempo - rassicuranti. “100 cult in padella” è un libro per voltare tavola, senza senape e senza maionese e per ribellarci in modo ironico e gustoso. 100 ricette per reinventare a casa propria i classici del “cibo pronto”, ma più buoni e molto più ecologici. Try this at home!


Sapori e aromi artificiali, insieme alla pubblicità, la fanno da padroni nel panorama alimentare: con la complicità del nostro palato, il piacere perverso di fast food, confezionato e inscatolato si è insinuato nella nostra cucina. L’aroma dei piatti pronti ci è diventato familiare quanto quello della nonna. Questo libro è scritto per “rompere le scatolette”! Le sue “riletture” dei classici del cibo indsutriale utilizzano infatti materie prime sane, quasi sempre vegane e vegetariane.

Tra le ricette ci sono allora il cremoso fermento dello yogurt Yogodo o la tetragona semplicità del Dado di frodo. I biscotti da meditazione, i Riflessive e la cioccolata qualunquista, la Cioquelcheciò. L’ingenua bontà esotica del CheBabbo! e la nostalgia spalmabile dei Nuovi spunti di cronaca. Gli ingredienti speciali sono solo due: manualità e creatività. Ma il messaggio - la portata principale non il contorno! - è che il cibo fatto da te, è molto meglio di quello pronto: per il gusto, la salute, il portafoglio, l’ambiente, la socialità.

Autoprodurre cibo - spiega nell’introduzione l’autrice Elisa Nicoli - significa infatti meno trasporti, riduzione drastica dei rifiuti, migliore qualità nutrizionale degli alimenti, arricchimento delle relazioni. Ma soprattutto non pagheremo più solo il marchio, la fama, gli investimenti pubblicitari di quella (buona) crema di cioccolato e nocciole. Ma - se vi piace – la vostra ottima crema casalinga la potete chiamare sì con il vostro nome. Per un’ottima ragione!

L’altra caratteristica del libro è non ci sono affatto solo “sfizi”, ma moltissime ricette di base, dal Pan Cassetto alla Besciabella, dalla Maiosì alla Passata (per) Tutti. Le ricette comprendono anche i non-ingredienti, ovvero quello che avreste mangiato nella versione industriale. I principali additivi sono spiegati in fondo al libro in un “bugiardino”.

L’indice parte delle preparazioni più classiche della dieta mediterranea, dal pane alle conserve di pomodoro, prosegue con una scelta di possibili “scorte” in cui le scatolette e i vasetti li riempiamo noi e con un capitolo dedicato a latte, burro e formaggi (anche veg). Poi tocca ai dolci, dalla crema di nocciole che vanta innumerevoli ottime imitazioni casalinghe ai biscotti maculati “Giaguari”. Il capitolo “Fast good” ti dà la soddisfazione di un hamburger (con salse) fatto con le tue mani e senza aver toccato mucca. Infine una deroga alla linea quasi completamente - e per ottime ragioni - vegetariana e vegana del libro, un capitolo “politically scorrect” in cui si consuma la “vendetta” di Tinsemal, quella dei bastoncini di pesce e molto altro.

LA RICETTA DEL SOFFRITTO

Soffritto • 500 g di cipolle • 300 g di carote • 200 g di sedano. Sminuzzate, in una giornata grigia, e rosolate le verdure in amplissima padella (o due o tre) con 100 g di olio extravergine di oliva, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario durante la cottura. Quando il soffritto è pronto, se volete potete passarlo al mixer e dividerlo in vaschettine porzionate o portaghiaccio per congelarlo”.

“100 cult in padella. Succede solo a casa tua! Come reinventare “i classici” del cibo industriale. 100 ricette fai-da-te, ecologiche e sane”, di Elisa Nicoli, 96 pagine, 5 euro (Altreconomia). In libreria, nelle botteghe del commercio equo e solidale e sul sito www.altreconomia.it

Elisa Nicoli nata a Bolzano, è autoproduttrice, camminatrice, autrice di documentari e “docente” in saponi, detersivi e cosmetici. Ha scritto L’erba del vicino, Pulizie creative (Altreconomia), Questo libro è un abat jour (Ponte alle Grazie/Altreconomia). È tra gli ideatori del sito www.autoproduco.it


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