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«Bella, buona e colorata: la mia macrobiotica mediterranea» | Cristina Fusi

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Scritto da: Fabio Lepre

cristina-fusi-ok.jpgSeduta sul divano con un gatto sulle gambe e altri quattro che le girano attorno in cerca di attenzione, Cristina Fusi, cuoca-formatrice, dà un’ultima occhiata agli appunti del corso di cucina di primavera che animerà il Rifugio Isera a Corfino (LU), nel Parco dell’Appennino toscano, nei giorni del ponte del 25 aprile. Brava e preparata, amante dei colori e della fantasia a tavola, non lascia nulla al caso. Nei suoi seminari lavora sull’aspetto energetico del cibo e sulla sua trasformazione, con il taglio e le cotture, in relazione alle stagioni.

Cristina, cosa ti ha portato a diventare un’insegnante di cucina naturale?
«Il mio percorso è iniziato nel 1991 con una consultazione macrobiotica presso Ferro Ledvinka. E lì c’è stata la svolta. Da un giorno all’altro ho cambiato l’alimentazione privilegiando alcuni cibi come i cereali integrali e i legumi».

E i risultati?
«Positivi e immediati per la mia salute. Ho acquisito in poco tempo più forza, vitalità ed energia e anche a livello visivo i miglioramenti sono stati notevoli, a partire da una pelle più levigata e tonica. A quel punto è stato inevitabile cercare di capire il perché e ho frequentato prima due seminari con Michio Kushi per poi diplomarmi al Kushi Institute di Milano».

E lì sono arrivate le risposte...
«Sì, sono arrivate le prime risposte. Mi sono accorta che con pochi accorgimenti si poteva stare meglio e ho deciso di condividere e diffondere le mie conoscenze. Così, dal 1994 propongo corsi di cucina naturale, macrobiotica mediterranea e vegana per la preparazione di piatti colorati, allegri, belli e buoni».

Qual è stata la risposta della gente?
«Inizialmente ho riscontrato un po’ di diffidenza, anche perché, a differenza di adesso, la conoscenza e i divulgatori di proposte di cucina alternativa erano ben pochi. Adesso se ne parla di più, anche sulla base di ricerche e studi approfonditi, ad esempio il Progetto Diana, coordinato dall’epidemiologo Franco Berrino, che hanno confermato molte delle intuizioni di Michio Kushi e ancora prima del suo maestro George Ohsawa».

Segui un regime alimentare macrobiotico?
«Mi ispiro alla dieta mediterranea, ma a partire da principi macrobiotici. Prediligo grandi insalate, varie verdure cucinate in  molti modi, legumi e cereali integrali, piatti gustosi e colorati, arricchiti da prodotti come tofu e miso, entrati ormai nelle nostre dispense, con attenzione all’indice glicemico e alla stagionalità dei cibi».

Oltre ai metodi e ai tempi di cottura, quant’è importante il taglio delle verdure?
«Molto perché consente di trasformare il cibo e renderlo adatto alle stagioni e ai nostri bisogni. Se ti senti debole o hai bisogno di calore come in inverno, prepari cibi che necessitano di maggiore cottura, come gli stufati oppure per avere un piatto vivace e allegro salti le verdure, altrimenti privilegi le scottature quando c’è meno necessità di riscaldamento come in primavera».
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E le combinazioni alimentari tra i diversi ingredienti?
«La regola generale è di proporre piatti equilibrati dal punto di vista energetico e nutrizionale. Sappiamo del’importanza dell’uso di verdure e frutta di stagione perché ricche di sostanze necessarie per sentirsi in forma nella stagione in corso. Ad esempio in primavera utilizzando le erbe e le verdure depurative.  È altresì importante utilizzare frutta e verdura di vari colori: rosso, viola, giallo-arancio, bianco, verde perché associate a varie sostanze, folati, beta-carotene, acido ellagico, antocianine e numerosi altri fitocomposti fondamentali per la nostra salute. Tuttavia il regime alimentare può efficacemente essere adattato sulla base delle esigenze personali. Una cucina sana e naturale infatti sollecita a trovare il proprio percorso verso una maggiore armonia».

cinque-stagioni-in-cucina.jpgPerché il tuo ultimo libro sulle ricette sane e vegan per la dieta di tutti i giorni si intitola "Cinque stagioni in cucina"?
«Perché faccio riferimento alle cinque trasformazioni dell’energia che ci strutturano e ci guidano, che si trovano in noi, intorno a noi e negli alimenti che consumiamo. Ciascuna di esse è legata a una stagione e la quinta è la tarda estate, una stagione di passaggio associata all’energia terra».

Quali sono le altre energie atmosferiche durante le stagioni dell’anno?
«La primavera è associata al legno ovvero all’albero che secondo i macrobiotici è più legato all’idea della vita, l’estate al fuoco, l’autunno al metallo, l’inverno all’acqua. In realtà, anche gli stessi momenti della giornata sono associati a cambiamenti energetici: il mattino all’albero, il mezzogiorno al fuoco, il pomeriggio alla terra, la sera al metallo, la notte all’acqua. Il cibo diventa così uno strumento di benessere e una magica alchimia».

Hai seguito la recente polemica tra il conduttore della Zanzara Giuseppe Cruciani e gli animalisti vegan che sono arrivati a manifestare davanti alla redazione di Radio24?
«Solo fino a un certo punto, ma in generale posso dire di non condividere le eccessive rigidità da una parte e dall’altra».


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