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Berrino: «Digiunare a cena è bellissimo. Ecco come fare»

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Scritto da: Monica Fregale

berrino%20232.jpg«Uno dei grossi problemi di oggi è che mangiamo troppo. Anche i magri mangiano troppo. Noi sappiamo invece che mangiando un po' meno si vive di più e ci si ammala di meno, di cancro e di altri mali». È Franco Berrino, medico, epidemiologo e professore del dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, a invitare a tenere la bocca un po' più chiusa a tavola. E lo ha fatto lunedì scorso, ospite della trasmissione radiofonica Cuore e denari condotta da Nicoletta Carbone e Debora Rosciani e in onda su Radio 24. L'ideale? «Mangiare poco a cena, ma succede esattamente il contrario» perché i pranzi sono sempre più veloci e la famiglia si riunisce solo la sera.

In realtà, non solo «è molto meglio tenersi leggeri alla sera», ma anzi «saltare ogni tanto la cena è una cosa bellissima e utilissima». Come si faceva una volta, un po' per necessità e un po' per saggezza. Ma Berrino predica bene e razzola male? Cos'ha cenato il giorno prima della trasmissione? «Ieri sera nulla - risponde serafico l'epidemiologo - anche perché durante la giornata sono stato in viaggio e ho mangiato male e troppe porcherie, dal caffè al cioccolato». E allora chi mangia troppo cioccolato e beve due tazzine di caffè al giorno deve digiunare? «Naturalmente no», basta non esagerare, sorride Berrino.

Non poteva mancare un passaggio sulla metformina, una compressa che mima il digiuno ed è alla base del progetto MeMeMe (Sindrome Metabolica, Dieta Mediterranea, Metformina) dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, con cui prevenire le malattie croniche legate all'età attraverso il buon cibo (e ai corsi di cucina) e il movimento: «Il farmaco non interessa a nessuno perché costa pochissimo e le case farmaceutiche non hanno attenzione per una pillola che non rende».

clinton%20trump.jpgE ancora: «Già sappiamo che la tradizione alimentare mediterranea e la filosofia macrobiotica del cibo fanno regredire la sindrome metabolica, e che la metformina consente di prevenire il diabete. Molti studi hanno inoltre mostrato che la dieta mediterranea riduce il rischio di cancro, di diabete, di infarto, di accidenti cerebrovascolari, di demenza di Alzheimer, e che la metformina riduce il rischio di malattie di cuore e di cancro». A proposito, Donald Trump e Hillary Clinton, il cui scontro-confronto per la conquista della Casa Bianca passa anche dalle condizioni di salute, potrebbero iscriversi al progetto se fossero qua vicino? «Il signor Trump sicuramente sì, la signora Clinton certamente no».

Quali sono i cibi che fanno maggiormente ingrassare? «Le patatine, le patate, i salumi, le carni rosse, le bevande zuccherate, i dolciumi». All'opposto i cibi che aiutano a non ingrassare sono «i cereali integrali, i legumi, le verdure, la frutta oleaginosa come noci, nocciole e mandorle perché contengono grassi buoni che aiutano il nostro metabolismo. Sì alla pasta e fagioli, no al pane bianco».

Per partecipare come volontari al progetto MeMeMe occorre avere una circonferenza vita superiore a 85 cm (donne) e superiore a 100 cm (uomini), avere una età superiore a 55 anni, essere disponibile ad assumere per 5 anni 2 compresse al giorno di metformina o placebo, non avere e non aver avuto tumori maligni, non avere il diabete né assumere terapia per il trattamento del diabete, non aver avuto infarti o ictus. C'è tempo fino al 2018.

 

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RIFERIMENTI:

Istituto nazionale dei tumori di Milano



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