Eremiti nel terzo millennio

Martedì 09 Dicembre 2014 00:00
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Scritto da: Fabio Lepre

eremita.jpgScelgono le grotte, magari strapiene di migliaia di libri, camper sperduti nel deserto, monasteri in cui dissolvere la propria identità, boschi di quercia e castagni, alture da cui contemplare la grandezza delle montagne dopo essersi scrollati di dosso tutti i bisogni secondari. Gli eremiti del terzo millennio sono un po’ come le isole, circondati da un vasto e misterioso mare, che nel loro caso è quello della spiritualità umana. Scelta di solitudine? Asocialità? Forse, ma anche un modo per ascoltare il rumore del mondo.


Piero Bucciotti ha 66 anni, è originario di Orvieto, nel 1968 ha partecipato alle barricate nelle strade di Parigi, è stato in Israele e in Nepal e adesso vive nella quiete di Cerva, in Calabria, piccolo borgo nella Presila catanzarese, non prima di aver cambiato nome in Swami Atmananda. Alla porta di casa sua bussano con la stessa frequenza le forze dell’ordine per chiedere spiegazioni sulle piante di marijuana nel giardino (ma per i giudici che si sono pronunciati sul suo caso, farsi le canne per filosofia non è illecito) e pellegrini in cerca di pace e comprensione.


durini1.jpgA Filicudi, la quinta isola dell’arcipelago siciliano delle Eolie ha trovato dimora Gisbert Lippelt, ex-ufficiale di lussuose navi da crociera. Non ha scelto appartamenti o villette, ma una grotta, esclusiva anche questa. Il solo legame con il passato è rappresentato da un mappamondo legato al soffitto con una corda sottile: tutti i giorni gli dà un’occhiata a perpetuo ricordo della sua prima vita. Non sappiamo se lo faccia per rimpianto o per rimorso.
Anche Mario Dumini ha scelto una caverna, nelle campagne di San Vittorino, vicino a Tivoli. La sua storia speciale si arricchisce di un particolare: è il figlio di Amerigo, uno degli uomini che partecipò al delitto di Giacomo Matteotti nel 1924. Si lava nel ruscello, mangia frutta e verdura offerti dalla terra e, conti in tasca, vive con quei 150 euro guadagnati leggendo libri a persone anziane o cieche.


Il percorso di Claudio Canali, leader del gruppo rock progressive Biglietto per l’Inferno è stato più spirituale. Negli anni ‘70 infiammava le platee con la sua musica, adesso indossa il saio benedettino, si rasa la testa, si fa chiamare fratello Isaia e da 15 anni si rifugia in Garfagnana, a Minucciano, piccolo comune sui monti della provincia di Lucca, custodito tra le valli del Serchio e del Magra, nel monastero della Beata Vergine del Soccorso.

 

RIFERIMENTI:
CARLO BEVILACQUA (autore delle foto)


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