La preghiera laica di Erri De Luca per i migranti | Guarda qua

Giovedì 24 Settembre 2015 00:00
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Scritto da: Redazione

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"Mare nostro che non sei nei cieli": comincia così la preghiera laica di Erri De Luca dopo l'ennesimo naufragio di migranti annegati mentre scappavano dalla fame, dalla guerra, dalla morte quasi certa, cercando di raggiungere la felicità. Parole tutti i giorni attuali, anche adesso. Purtroppo.


Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell'isola
e del mondo col tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire


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