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Ballare nella natura occhi negli occhi: è magia

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Scritto da: Monica Fregale

balli-pop.jpgDopo tanta teoria in Italia, l'esperienza in Sudamerica le ha risvegliato un sentire molto profondo e intimo: quello verso la bellezza, la danza, la musica. Che ama in armonia con il suo sentire, ma vuole bene anche al silenzio e all'ascolto. Lei è Nina Fiorentino, anzi Nina. Nome breve, pochi suoni, ma familiari, amica e co-operatrice di Tra Terra e Cielo. Per capire chi è Nina, vale la pena ricordare come le sue proposte di attività di danza dovrebbero durare due ore. Usiamo il condizionale perché non si sa mai se in realtà bastino davvero due ore «perché quando inizi a ballare circondato dalla natura il tempo si ferma ed è come andare in un'altra dimensione».

Le danze sono di varie tradizioni popolari europee, di un genere che si chiama balfolk. «Ciò che mi ha colpito di più quando ho iniziato a ballarlo - racconta Nina, attenta ascoltatrice e animo colorato e caparbio, pensando già al prossimo appuntamento di Capodanno - è il suo contesto, cioè lo spazio pubblico aperto (piazze, giardini, addirittura fontane!) che rende estremamente affascinante e surreale non solo partecipare danzando, ma anche rimanere osservatori». Il suo è stato un vero e proprio colpo di fulmine: «Ricordo ancora quando ho iniziato. Era una sagra di paese, in un paesino sconosciuto del Veneto nel 2013. All'epoca l'unico passo di danza che conoscevo era il valzer, che avevo ballato la prima volta con mio papà a una comunione quando avevo dieci anni, ma per il resto non avevo mai ballato queste danze di gruppo e di coppia, a meno che non facciano testo i balli di gruppo nei villaggi turistici o le serate adolescenziali in discoteca».

 nina%2002.jpgE come tutti, anche per Nina, l'approccio con le danze è passato dalle tre fasi. All'inizio si osservano "gli altri" con una punta di timidezza, poi si muovono i primi incerti passi finché finalmente ci si abbandona al ballo, spazzando via le incertezze, magari perché incuriositi da qualcuno. Già, «rimasi allora un po' a guardare ballare queste coppie, che con agilità si muovevano rimanendo nel tempo della musica, ma improvvisandovi sopra a seconda del dialogo che intraprendevano i loro corpi: rimasi affascinata dal danzare di un ragazzo altissimo e piuttosto magro che ballava con una ragazza più o meno della mia altezza (quindi non una cima) e l'immagine più vicina a questa scena che mi si presentava era l'abbraccio di un albero attorno a una bambina».

 L'ambiente era piacevole, non era selettivo, tutti ballavano con tutti e adesso Nina lo replica in contesti di vacanza, in un'atmosfera leggera e di partecipazione. Danze in cerchio (chapelloise, circle circassien, valzer spagnolo, sbrando, kleitzmer), a catena (andro, hanter-dro, rondeau, kost ar choad, gavotte) e in coppia (scottish, polka, valtzer, mazurka) che ha imparato in questi anni tra festival e corsi, il suo ventaglio delle opportunità è molto ampio. «Sono danze sociali che riportano le persone a guardarsi negli occhi, a conoscersi, a sentirsi parte di una comunità e di un ambiente. Fanno accedere a un mondo di leggerezza, sensibilità e ascolto, a volte con una musica molto ritmata ed energica, altre volte con melodie dolci e nostalgiche, che quasi accompagnano musicalmente al sonno». Di una cosa è sempre sicura: «Ci divertiremo!».

 

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 RIFERIMENTI:

La Vacanza di Capodanno 2017 Walk & Love




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