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Pellegrino a Santiago - Parte X: fuori dall'ostello!

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Scritto da: Walter Orioli
immag0032.jpgDa Villamayor de Monjardin a Viana.
Il quarto giorno ritrovo diversi pellegrini che ho conosciuto nei primi giorni: tre inglesi sui cinquant’anni, un giovane italiano di Potenza che fa il muratore, la ragazza spagnola che scrive sempre e Maria, una ragazza irlandese dagli occhi brillanti che rivedrò per diversi giorni. Nel frattempo, ho fatto pace con la parte bassa del mio corpo ed anche, di conseguenza, con la Madre Terra.
 A Los Arcos mi sento in sintonia con la bottegaia che gestisce un piccolo negozio di generi alimentari dato che amorosamente mi confeziona un grosso panino al prosciutto crudo che da queste parti è fantastico. Fa seguito poi la solita banana che contiene potassio, un eccellente antinfiammatorio e quindi previene i dolori del pellegrino. Riparto, camminando lento e consapevole, in direzione di Viana, una deliziosa località ai confini della Navarra, ma che questa sera è terribilmente chiassosa. Infatti, il festival di musica rock assale ogni stanza del nostro dormitorio che naturalmente chiude rigorosamente alle ore 22. Ho cenato in un ristorantino specializzato in polpo alla Gaiega, un piatto che mi fa dimenticare ogni fatica della giornata, ogni dolore alle piante dei piedi e quanto di più spiacevole possa esistere nei giorni sempre uguali del pellegrino. Parlando con un anziano della zona, non mi sono accorto che il display del Nokia segna le 22.15 e ho sforato l’orario. Ormai l’ostello è chiuso e nessuno si degna di aprirmi. Un po’ di pietà, perbacco! Ma niente, il baccano della musica è tanto più forte di un umile campanello. Dato che nulla avviene per caso, così almeno credo, decido di bussare all’albergo di lusso che sta sul lato opposto dei ruderi di Sant Pedro dove impazza il concerto dei gruppi nostrani. Per fortuna mi danno una camera silenziosa lontana dalla piazza festaiola.
Spiego alla signorina della reception che sono rimasto chiuso fuori dall’albergue municipale e non ho soldi ne documento di identità con me. “No problem! - è la risposta - domattina mi porta soldi e carta di identità.”
Si fidano bene questi spagnoli! Ringrazio e mi godo l’odore di pulito delle lenzuola profumate, ma solo per qualche minuto, poi mi addormento. 


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