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A piedi nudi in giro per la Terra | La storia di Vladimir Nesin

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Scritto da: Fabio Lepre

nesin.jpgHa 64 anni, conserva in tasca il passaporto di cittadino del mondo e da 18 anni viaggia a piedi. Sempre scalzo, per circa 25 chilometri al giorno. E poco importa se attraversa le sabbie calde dell’Africa o le punte taglienti della giungla asiatica. Vladimir Nesin arriva dalla Russa ed è un raffinato esempio di profondità di emozioni e abilità manuale. Il passato da elettricista lo aiuta a ottenere tanto con poco, soprattutto quando vuole stare per molto tempo lontano da appagamenti e comodità. Ma non lo fa per bizzarria o per conquistare un trafiletto nelle pagine dei quotidiani dei paesi visitati. Il suo è uno stile di vita. L’uomo è nato per andare a piedi e non indossare calzature significa «mantenere il contatto energetico con la Terra». E poi, confida, è un modo per mantenersi temprato.

Viene da chiedersi come fa a non ammalarsi. C’è un segreto, neanche troppo nascosto: Qi Gong, meditazione, ginnastica e controllo della respirazione che valgono più di qualsiasi pillola. Anche se, ammette, «è meglio passeggiare a piedi scalzi quando non c’è il gelo». Con 3 dollari al giorno è autosufficiente: basta mangiare le quantità richieste dal corpo, scegliere cibi naturali, dormire in una tenda e nelle notti più rigide confidare nell’ospitalità delle persone incontrate. Vladimir ha un figlio, camminatore come lui. Non ama procedere a piedi nudi, ma è in grado di cogliere il significato del potere rivoluzionario del cammino.

Il viaggio di Vladimir inizia sempre con la compagnia dei soli pensieri. Poi, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, altri camminatori affiancano i loro passi. Qualcuno lo fa per un’ora, altri per qualche giorno: l’arricchimento è reciproco e viene custodito con gelosia nei bauli delle emozioni. Chi ha condiviso l’esperienza lo descrive come un uomo molto socievole e un interlocutore appassionato. In barba a chi immagina lunghe notti di solitudine in tenda o chilometri di strada in solitaria. Torna nella sua Russia per un paio di mesi ogni due-tre anni. Ma sempre come viaggiatore.

RIFERIMENTI:

Vnesin





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