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Una guida sul Cammino di Santiago

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Scritto da: Fabio Lepre
federica-amaducci.jpgRifugge la banalità. Un viaggio a piedi nell’isola del Giglio? Certo, ma non in estate. Troppo facile, meglio in un fine settimana di novembre quando puoi “ammirarla con occhi diversi”. In marcia lungo il Cammino di Santiago? Volentieri, ma nella parte portoghese, quella meno battuta e forse più affascinante. E magari a Capodanno. Federica Amaducci, guida Vie dei Canti, propone viaggi speciali e sognanti, ma è una donna che sa stare con i piedi ben piantati a terra. 
Gestisce un rifugio in montagna, organizza progetti didattici per le scuole e sa cosa vuol dire assumersi responsabilità. E poi sa apprezzare gli animali. Non a caso l’immagine che ha scelto per il sito delle Vie dei Canti la ritrae con Bruno, suo inseparabile amico a quattro zampe.

Quando hai scoperto la passione per il cammino?
Da piccolina perché ho avuto la fortuna di avere avuto genitori che me l’hanno fatto conoscere. Passo dopo passo e anno dopo anno questo amore è diventato così grande da avermi spinto a intraprendere numerosi viaggi come i trekking in Nepal o a Santiago. Adesso la montagna e il cammino sono diventati vere e proprie esigenze irrinunciabili”.

A tal punto che hai deciso di diventare una guida professionista…
Sì, proprio così. Questa decisione si è concretizzata alcuni anni fa”.

Un altro indizio del tuo amore per la natura e la montagna è la tua attività di gestore di rifugio (www.rifugiocasentini.it, ndr). Cosa significa mettersi dalla parte di chi offre anziché di chi cerca ospitalità?
La mia collaborazione con questo mondo è iniziata da tempo, sin da quando ho terminato gli studi universitari. Ma da gestore di un rifugio la responsabilità è decisamente maggiore. Essendo io stessa una camminatrice capisco l’importanza di tante piccole cose come trovare aperto in caso di pioggia o il bisogno di accoglienza. Ecco, ho cercato di applicare in modo utile queste conoscenze anche nella gestione della struttura”.

Come si legano la passione per il camminare con le tue competenze universitarie sulla storia dell’arte?
Gli studi rappresentano un valore aggiunto. Nel corso di un cammino incontriamo molto spesso le tracce lasciate dall’uomo: una vecchia mulattiera, una chiesa abbandonata, un muro a secco o una pieve. La loro storia e il loro racconto possono rivelarsi molto interessanti. C’è sempre da imparare e da scoprire e, da parte mia, occorre sempre migliorarsi e rimanere aggiornati”.

Che idea ti sei fatta dei ripetuti fatti tragici in Liguria e Toscana. E’ tutta colpa della natura o c’è lo zampino dell’uomo?
Non c’è dubbio che l’uomo ha recitato la sua parte. Da una parte, come in Lunigiana, ha contribuito con la trascuratezza. Dall’altra, nelle Cinque Terre, l’urbanizzazione senza criteri è una colpa che non può passare inosservata. Da queste parti girano tanti soldi e non occuparsi del territorio è roba da matti”.

Sembra di capire che conosci bene questi posti…
Sì e sono molto dispiaciuta per quello che è successo. Soprattutto per la Lunigiana, un territorio che da ora in poi sarà ancora più in difficoltà”.

Dal 15 al 17 novembre sarai di nuovo in cammino in occasione del viaggio a piedi sull’isola del Giglio. Perché visitarla proprio adesso?
Perché è possibile scoprirla e ammirarla con occhi diversi che non siano solo quelli dei vacanzieri. In estate sei uno dei tanti turisti, adesso sei una persona che visita l’isola apprezzando e condividendo i piaceri di stare in mezzo al mare lontano da tutto e da tutti”.

In coincidenza con il Natale e il Capodanno sei la guida del cammino portoghese di Santiago…
Sì, e anche questa è un’occasione per conoscere un tratto non molto battuto, quello fra Porto e Santiago raggiungendo Finisterre. E in un periodo molto speciale…”.
 


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